Boxeur-casalinga aspira al titolo di campionessa del mondo più vecchia

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Kazumi Izaki, 45 anni, madre di tre figli, nel tempo libero si dedica alla boxe ed ora aspira a diventare la campionessa del mondo più vecchia, per battere il record di George Foreman. Per raggiungere il suo scopo, deve superare le riserve della “World Boxing Council” e sconfiggere sul ring una temibile avversaria. George Foreman nel 1994 ha conquistato la cintura di campione del mondo a 45 anni e 9 mesi. Kazumi Izaki per conquistare il titolo dovrebbe affrontare la messicana Ana Maria Torres, campionessa del mondo della categoria supermosca WBC di 29 anni. L’incontro tra le due boxeur doveva svolgersi a febbraio, ma il match è stato annullato dalla World Boxing Council, perché, secondo l’organizzazione, la Izaki non poteva sostenere un incontro così difficile, a causa della sua età, e combattendo avrebbe potuto rischiare la vita. Kazumi Izaky ha presentato ricorso ed ora è in attesa del verdetto. La boxeur giapponese sperava di poter affrontare l’avversaria la prossima estate in Messico, ma il dilagare dell’influenza che è partita proprio dal messico ha fatto diminuire le possibilità che l’incontro si possa svolgere proprio in Messico. La Izaki è comunque convinta che prima o poi riuscirà a combattere contro l’avversaria messicana ed ha dichiarato: “è naturale che la World Boxing Council sia preoccupata per la differenza di età che c’è tra me e la mia avversaria. L’incontro potrebbe essere pericoloso. Tuttavia io combatto da anni e mi sento forte. Porterò a casa questa cintura. Sono fiduciosa, non ho paura”. Nel frattempo continua ad allenarsi in palestra per più di 2 ore al giorno e spesso combatte contro giovani uomini. Finora la boxeur si è rotta il naso 3 volte e sui possibili problemi dichiara: “non mi preoccupa il fatto che possa farmi male. E’ una cosa normale in questo sport”. Il suo allenatore Susumu Hanagata la descrive così: “Ha lo spirito duro di una vera lottatrice”. Il marito della Izawa all’inizio non era d’accordo, ma poi si è ricreduto, come racconta la stessa Izawa: “all’inizio mio marito era diffidente, non perché temeva che potessi essere ferita, ma perché pensava che io fossi troppo buona per fare questo sport. Adesso è diventato la persona che mi capisce di più”.

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