Battle Royale torna in Italia

Battle Royale

Battle Royale

Dopo essere stato pubblicato diversi anni fa dalla Play Press, Battle Royale, di Koushun Takami, torna in Italia, pubblicato questa volta da Planet Manga. Il famoso manga, la cui prima edizione è ormai introvabile, è di nuovo in vendita per gli appassionati italiani. Il manga, in 15 volumi, è considerato un best seller in Giappone ed è, a tutti gli effetti, come viene presentato anche sul sito della Panini in occasione della nuova edizione, “una delle serie più controverse e interessanti degli ultimi anni”. Il manga è stato tratto da un romanzo dello stesso Takami ed è stato realizzato, nella versione a fumetti, da Koshun Takami e Masuyuki Taguchi. Ed in Giappone è stato visto come una “incredibile denuncia sociopolitica nei confronti dell’esasperata competitività cui la società attuale, e in particolare il Giappone, costringe i suoi componenti, sin dalla più tenera età”. In patria è stato pubblicato dalla casa editrice Akita Publishing. La storia è molto forte ed il risultato finale è molto interessante. Come si svolge la storia? Una classe di ragazzi viene scelta a caso e sottoposta al “Programma”, durante il quale i partecipanti dovranno dar vita ad una lotta all’ultimo sangue per la sopravvivenza. La classe di studenti viene trasferita su un’isola deserta, senza possibilità di rifiutarsi di partecipare. Ad ogni studente viene consegnata una borsa con generi di sostentamento, una bussola ed un’arma, da un semplice coltello ad armi da fuoco molto potenti. Ogni ragazzo ha al collo un collare che segnala la sua posizione sull’isola e l’attività vitale. I ragazzi devono combattere tra di loro perché uno solo può uscir vivo dal programma. E non anno modo di opporsi: infatti se in un tot tempo non ci sono morti, i collari possono esplodere, causando la morte di tutta la classe. L’unica scelta che si pone davanti ad i ragazzi è di combattere, non possono nemmeno tentare di fuggire: l’unica cosa che possono fare è uccidere i propri compagni di scuola, quelli con cui magari fino a poche ore prima hanno scherzato e giocato, per non essere uccisi a loro volta.

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