20 anni di manga in Europa

Jeeg

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Lo scorso 11 marzo è stata inaugurata al Belgian Comics Center di Bruxelles la mostra “Da Akira a Lady Oscar”, sui 20 anni di manga in Europa. La mostra sarà visibile fino al prossimo 7 giugno. Nel 1989 Jacques Glénat si recò in Giappone per promuovere il fumetto franco-belga e tornò a casa con Akira: 2000 pagine di fantascienza giapponese, che segnarono l’ingresso del manga nel mondo europeo. La mostra, tra l’altro, è stata inaugurata nell’anno che segna il cinquantenario dei Puffi. Nell’esposizione sono messi in mostra opere originali e riproduzioni di copertine, pupazzi, manifesti, merchandising. Nei paesi europei, primi fra tutti l’Italia, i manga hanno conquistato il pubblico ed ancora oggi, a 20 anni di distanza, mantengono il loro successo. Per Marco Pellitteri, sociologo dei processi culturali, “il manga è il fumetto più letto nel mondo. Socialmente il manga è stato una rivoluzione: prima non c’erano molti fumetti dedicati alle ragazze, o allo sport, e l’erotismo dei manga è molto diverso rispetto ai nostri fumetti”. Tanto da arrivare a conquistare il 40% del mercato in Europa. Pellitteri ha così spiegato il motivo di tanto successo: “Hanno coperto una voragine di pubblico perché il manga shôjo approccia direttamente le ragazze, le cui aspettative non sono premiate dai nostri fumetti: parliamoci chiaro, Dylan Dog a ogni numero va con una donna diversa!”. Nell’esposizione si possono trovare molti personaggi diventati famosi con i cartoni animati degli anni ’80 in Italia: Lady Oscar, Candy Candy, Uomo Tigre, Daitarn 3, Ryu, Goldrake, Mazinga Z, Heidi e Remi. Fino ad arrivare ai più recenti Kenshin, Yu-Gy-Oh! o Detective Conan. Ci sono poi i manga-seinen, rivolti agli adulti, come Tokyo Tribe e Say Hello to Black Jack. Pellitteri ha inoltre dichiarato che i “giapponesi erano allibiti da tanto interesse, i palinsesti si riempivano a prezzi che poi salirono di parecchio”. In Italia il successo dei manga è dovuto anche alla passione e al lavoro dei Kappa Boys, quattro ragazzi di Bologna (Massimiliano De Giovanni, Andrea Baricordi, Andrea Pietroni e Barbara Rossi) che da lettori sono diventati editori di manga. Massimiliano De Giovanni ha spiegato che il loro sogno era quello di “far scoprire al pubblico italiano le potenzialità dei manga”. E Andrea Baricordi così racconta il loro lavoro: “scoprimmo che gli appassionati erano molti di più di quelli che immaginavamo. Poi fummo contattati da Granata Press, che trasformò la nostra fanzine in una rivista da edicola. Nel 1995, con la Star Comics, abbiamo lanciato Dragon Ball, imponendo la lettura ‘alla giapponese’, lo stesso facciamo oggi con GP Publishing. Fummo additati (nel bene e nel male) come i responsabili dell’Invasione dei Manga in Italia. Ma non abbiamo ancora finito”.

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