Indennizzo per il suicidio di un marinaio

Il governo giapponese è stato condannato a pagare un indennizzo ai genitori di un marinaio che si è impiccato dopo essere stato insultato più volte da un suo superiore.
L’alta Corte Fukuoka del nel Giappone meridionale ha ordinato che la famiglia del marinaio sia risarcita per la perdita del loro caro con 3 milioni e mezzo di yen (32.000 dollari).
La Corte ha infatti riconosciuto che il suicidio è stato determinato dalla depressione in cui era caduto il giovane ufficiale di terza classe, a causa degli insulti del suo superiore.
Frasi come “Non sei qualificato come giovane ufficiale di terza classe” avrebbero causato un forte stress nel giovane, che nel 1999 ha deciso di porre fine alla sua vita, ad appena 21 anni.
Precedentemente una Corte di livello inferiore aveva negato l’indennizzo, sostenendo che i rimproveri del superiore dovevano servire per educare ed allenare il giovane. Finalità, però, che era miseramente fallita.
Kohei Masuda, vice Ministro della Difesa, all’annuncio della sentenza avrebbe dichiarato: “E’ deludente che la Corte non abbia capito le motivazioni del Governo”.

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