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Scossa di terremoto avvertita a Tokyo

Una nuova scossa di terremoto è stata avvertita in Giappone, nell’area centrale, questa mattina alle 7:49 (le 00:49 in Italia). La scossa, di magnitudo 6,8, è stata avvertita anche a Tokyo. Al momento non sono stati segnalati danni a cose o persone. Non è stato lanciato l’allarme tsunami. Secondo l’US Geological Survey la scossa è stata di magnitudo 7,1, con epicentro nei pressi dell’isola di Izu.

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Nuovo terremoto in Giappone

Una nuova scossa di terremoto, di magnitudo 6,5, ha colpito il Giappone alle 05:07 di questa mattina (le 22:07 di ieri sera in Italia). Secondo l’agenzia meteorologica nazionale l’epicentro è stato a 20 chilometri di profondità al largo delle prefettura di Shizuoka, a sud-ovest di Tokyo. Secondo le notizie diffuse dalla televisione Nhk almeno 90 persone sarebbero rimaste ferite ed il sisma ha provocato danni minori agli edifici. Dopo la scossa, è stato lanciato anche un allarme tsunami, poi rientrato. Il terremoto è stato avventito anche a Tokyo, dove i palazzi hanno ondeggiato. Due reattori nucleari della centrale di Hamaoka sono stati disattivati momentaneamente per sicurezza ed un’autostrada è stata chiusa. Nel porto di Yaizu il livello del mare si è abbassato di almeno 60 centimetri. A Shizuoka il terremoto è durato circa un minuto ed una donna è morta, colpita dalla caduta di alcuni oggetti.

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Terremoto in Giappone

L’Istituto Geologico Americano ha reso noto che un sisma di 7.1 gradi ha colpito l’est del Giappone, nelle vicinanze delle isole Izu, a 320 chilometri da Tokyo. Il terremoto è stato avvertito in tutto il paese ed in modo particolare a Tokyo, dove, secondo l’agenzia meteorologica giapponese, alcuni palazzi hanno ondeggiato. Il sisma si è sviluppato a più di 300 chilometri di profondità. Non sono stati segnalati danni a persone o cose.

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Avvertita scossa in mare al largo delle isole Ryukyu

Una scossa di terremoto di magnitudo 6,4 è stata avvertita a circa 30 km di profondità nell’arcipelago delle isole Ryukyu. L’United States Geological Survey (Usgs) ha reso noto che il sisma è avvenuto alle 9:18, mentre in Italia era l’1:18. Non sono stati riscontrati danni a cose o persone e l’Agenzia meteorologica giapponese non ha diffuso nessuna allerta tsunami.

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G8: aiuti dal Giappone per L’Aquila

In occasione del G8 a L’Aquila, il premier giapponese Taro Aso ha annunciato che il Giappone ha intenzione di stanziare 500.000 euro per aiutare la ricostruzione in Abruzzo dopo il terremoto. Inoltre dal Giappone arriverà una squadra di esperti in ricostruzione. In modo particolare, con i soldi stanziati dal governo giapponese, si vogliono costruire una palestra e una sala da musica. Il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, dopo l’incontro con Taro Aso, ha dichiarato: “Mi ha sorpreso portandomi un plastico di una realizzazione che il suo paese intende fare all’Aquila. Si tratta di una palestra e di una sala concerto. Il Giappone ha anche generosamente offerto un sistema di luci save energy”. Aso ha sottolineato che la palestra si potrà anche usare “come rifugio temporaneo in caso di emergenza” e la sala da musica sarà costruita “con una carta speciale in grado di resistere negli anni”. Il progetto della sala da musica è stato realizzato dall’architetto Shigeru Ban, che in patria ha progettato diverse strutture in cartone a Kobe dopo il violento terremoto del 1995. Circa 400.000 euro dello stanziamento previsto dal Giappone provengono da donazioni di privati cittadini. Sottolineando la solidarietà verso gli abbruzzesi colpiti dal sisma, Aso ha dichiarato di sperare “che il legame profondo tra i nostri due paesi venga rafforzato ulteriormente”.

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Aso sotto shock dopo la visita a L’Aquila

Dopo aver visitato la città dell’Aquila, il premier giapponese Taro Aso è apparso chiaramente sotto shock per la situazione del luogo. Il primo ministro ha infatti dichiarato: “Conoscevo l’entità dei danni perché avevo visto dei filmati, ma vedere direttamente e da vicino la città terremotata è uno shock anche per noi, che siamo abituati a gestire i terremoti”. Aso ha visitato Piazza Duomo e la chiesa delle Anime Sante.

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Guida anti-scossa in Giappone

In Giappone, paese in cui i terremoti (spesso anche scosse impercettibili) sono all’ordine del giorno, in alcuni alberghi ai clienti vengono date le indicazioni sui terremoti e su come comportarsi in caso di sisma. In appositi video vengono presentate le strutture alberghiere, facendo vedere cosa può accadere in caso di terremoto. In linea di massima, i palazzi sono costruiti seguendo norme anti-sismiche molto precise: pilastri di cemento armato, biglie enormi che fanno da base per la costruzione e consentono al grattacielo di ondeggiare senza provocare danni alla struttura. E vengono fornite indicazioni precise sui comportamenti da assumere: come avviarsi in modo ordinato e veloce lungo le scale (ma se uno è preso dal panico, ricorderà tutto?), come seguire le indicazioni di un delegato del palazzo che con fischietto e casacca arancione orienta l’afflusso dei clienti dell’albergo verso le uscite di sicurezza e così via. Chissà poi se gli stranieri che si ritrovano in mezzo ad un terremoto riescono veramente a mantenere la calma…

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Norme giapponesi contro il terremoto

Il Giappone possiede una delle normative più moderne sulle costruzioni antisismiche, tanto da essere presa come esempio. Questo perché il paese ogni anno è colpito da più del 20% delle scosse più forti registrate in tutto il mondo. Così l’obiettivo principale del Giappone è portare la quota di abitazioni antisismiche, che possono resistere a scosse di 6-7 gradi della scala giapponese, dall’attuale 70% al 90% di tutti gli edifici entro il 2015. Questo obiettivo potrà essere raggiunto con incentivi fiscali per le ristrutturazioni. Nel gennaio del 2006 è stata approvata una revisione alla legge in materia edilizia. Eiji Kitano, capo della prevenzione disastri del centrale quartiere di Minato-ku a Tokyo, ha dichiarato: “Abbiamo realizzato strutture come strade sopraelevate e metropolitane in grado di resistere a terremoti violentissimi. Molto dipende dalla tipologia della scossa, ma pensiamo che le infrastrutture primarie possano reggere alle onde”. Uno dei punti di forza della legge in materia edilizia è il cemento armato “flessibile”, che può assorbire torsioni e spinte. Secondo le nuove tecniche antisismiche, vengono realizzati carrelli sotto le fondamenta degli edifici medio piccoli, che annullano le scosse; per quanto riguarda invece i grandi edifici, vengono inseriti dei veri e propri ammortizzatori. Gli edifici più grandi a Tokyo hanno uno scheletro d’acciaio temperato molto flessibile e leggero e si caratterizzano per l’uso di laterizi ridotti al minimo. E tra gli edifici ci deve essere una distanza minima di 50 centimetri, per diminuire il rischio di incendi a catena dopo eventuali terremoti.

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Il Giappone prepara il progetto per il Conservatorio a L’Aquila

Il Giappone ha annunciato che provvederà ad aiutare l’Abruzzo, preparando il progetto per ricostruire il Conservatorio di musica “Alfredo Casella” a L’Aquila. Rinaldo Tordera, presidente del Conservatorio, ha spiegato che alcuni ingegneri giapponesi sono pronti a lavorare gratuitamente per realizzare il progetto di ricostruzione del Conservatorio. I lavori invece saranno possibili grazie allo stanziamento di 3 milioni di euro da parte del Ministero dell’Istruzione. In attesa che il progetto sia pronto e che vengano avviati i lavori di ricostruzione, il Comune dell’Aquila provvederà ad installare circa 40 case di legno nelle vicinanze dell’Orto Botanico di Collemaggio, da utilizzare come aule ed uffici prima che il Conservatorio nuovo sia terminato.

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Esperti giapponesi in Abruzzo

Nelle ultime settimane, subito dopo il terremoto che ha colpito l’Abruzzo lo scorso 6 aprile, sono giunte nel capoluogo della regione diverse squadre di esperti, tecnici e ingegneri dal Giappone e dalla California per studiare gli effetti del sisma. Dalle prime rilevazioni effettuate, la conformazione del territorio è stata una delle cause a determinare il gran numero di danni. Gli studiosi giapponesi sono stati inviati dalle università di Tokyo, mentre quelli americani dalle università di San Francisco per effettuare uno studio sulle caratteristiche geologiche delle aree colpite. Per Silvia Mazzoni, ricercatrice di origine italiana dell’Università di San Francisco, “è ancora presto per trarre delle conclusioni. Abbiamo acquisito una serie di dati ma dobbiamo ancora studiarli. Certo è che guardando gli effetti del sisma, c’é stata sicuramente una doppia componente: quella relativa alle tecniche di costruzione e quella legata alle caratteristiche geologiche del sottosuolo”.

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