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Profumo dei fiori contro lo stress

Lavanda

Lavanda

In Giappone è stato presentato uno studio in base al quale risulta che il profumo dei fiori può aiutare a combattere lo stress. I risultati della ricerca, condotta per ora soltanto su cavie da laboratorio, dimostrano che il profumo dei fiori riesce ad avere un effetto rilassante e benefico sull’organismo. La ricerca è stata pubblicata sul Journal of argicoltural and food chemisty. L’inalazione di alcune fragranze può infatti incidere sull’attività dei geni e sulle cellule del sangue e ridurre i livelli di stress. Così viene introdotta la ricerca: “È’ empiricamente noto fin dai tempi antichi che alcune fragranze hanno effetti psico-fisiologici sedativi, stimolanti, calmanti, antinfiammatori anti-convulsivi; l’odore del limone, per esempio, ha un effetto antidepressivo, mentre la valeriana induce il sonno”. Per questo Akio Nakamura, insieme al suo staff, ha sottoposto alcuni topi a degli esperimenti: le cavie sono state esposte a situazioni di stress, verificando cosa provocava in loro l’inalazione di linalool, un agente chimico che determina una fragranza presente in diversi fiori, come il the, l’arancio, l’uva, il mango, il limone o la lavanda. La sostanza ha ridotto  determinate mutazioni in 109 geni delle cavie. Dal momento che l’effetto della fragranza si può misurare attraverso l’analisi del sangue, i ricercatori ritengono che in futuro potranno essere effettuati test anche sugli uomini.

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Creato il nuovo fondo per l’innovazione

Il governo giapponese, con la collaborazione di 16 importanti imprese giapponesi che operano in diversi settori, ha dato vita ad un nuovo fondo di investimento per “favorire l’innovazione tecnologica in vari settori strategici con un capitale iniziale di 90,5 miliardi di yen”, circa 680 milioni di euro. Il fondo avrà una garanzia statale, sarà gestito come una società per azioni, durerà 15 anni e dovrebbe promuovere investimenti per un totale di 1.000 miliardi di yen, circa 7,5 miliardi di euro. IN questo modo si vuole cercare di avvicinare il mondo della ricerca e l’industria nei settori energia, ambiente, biotecnologie e medicina.

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Energia atomica dal mare

Il Giappone potrebbe in futuro realizzare energia atomica dal mare. Secondo i risultati di alcuni recenti studi, infatti, grazie a campi di spugne sintetiche in mare il Giappone potrebbe realizzare l’intero fabbisogno di uranio per le proprie centrali atomiche. Il Giappone ha bisogno ogni anno di 8.000 tonnellate di uranio. Le spugne utilizzare per la ricerca potrebbero catturare l’uranio presente nell’acqua degli oceani e garantire il rifornimento di carburante agli impianti nucleari. Secondo una stima, negli oceani del mondo ci sono 4,5 miliardi di tonnellate di uranio. Le speciali spugne sono state sviluppate da Masao Tanada della Japan Atomic Energy Agency. In questo modo l’uranio potrebbe essere “raccolto” dalla corrente di Kuroshio, a est delle isole del Giappone. Ed il paese potrebbe smettere di importare l’uranio da Australia e Canada. Perché questo sia possibile, però, si dovranno aspettare almeno 5 anni, il tempo necessario per ultimare la nuova tecnologia. Il progetto pilota prevede la costruzione di un campo sottomarino di spugne in un’area di 400 miglia quadrate, che dovrebbe servire a soddisfare 1/6 del fabbisogno annuale giapponese.

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Create in Giappone scimmie transgeniche fluorescenti

L’Istituto Centrale per gli Animali da Laboratorio di Kawasaki è riuscito a creare scimmie transgeniche fluorescenti. Le scimmie potranno trasmettere il nuovo gene alla loro discendenza. Per i ricercatori questa scoperta può essere definita una “pietra miliare per la creazione a scopi scientifici di colonie di animali con patologie simili a quelle umane”. La ricerca è stata effettuata sulle scimmie uistiti ed i risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature. Il gene provoca la fluorescenza dei tessuti quando vengono esposti alla luce ultravioletta. Per questo se ne può accertare la presenza nelle generazioni successive con facilità. Uno studio simile era già stato effettuato su topi e altri animali, ma il successo nelle scimmie offrirà maggiori speranze per lo studio e il trattamento delle malattie, per la loro somiglianza con il genere umano.

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Scoperto il gene che causa la perdita dei capelli

Capelli

Capelli

Nel Proceedings of the National Academy of Sciences sono stati pubblicati i risultati di uno studio effettuato da alcuni ricercatori in Giappone, che ha permesso di scoprire la causa della perdita di capelli: il gene Sox21. I ricercatori hanno effettuato uno studio confrontando la perdita di pelo ciclica nei topi e la perdita di capelli negli uomini. Sono quindi riusciti a creare geneticamente alcuni topi e, studiando gli effetti del gene Sox21, hanno constatato che “le cavie hanno cominciato a perdere la loro pelliccia già 11 giorni dopo la nascita, e dopo 20 giorni, massimo 25, i topi hanno perso tutti i peli del corpo, baffi compresi. Soprendentemente, però, c’è stata una ricrescita partita un paio di giorni più tardi, seguita da una nuova fase di caduta”. Lo studio è durato più di due anni ed ha permesso di far notare “una crescita delle ghiandole sebacee intorno ai follicoli piliferi dei topi mutanti”. Yumiko Saga del National Institute of genetics di Mishima, capo del gruppo di ricercatori, ha spiegato: “Il gene è probabilmente coinvolto nella differenziazione delle cellule staminali che costituiscono lo strato esterno dei capelli”. Infatti lo stesso gene è stato trovato nella pelle umana ed i ricercatori sono convinti che il gene “è il responsabile di alcune condizioni di caduta dei capelli anche negli uomini”.

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Collisione tra due navi: 16 marinai dispersi

Hidefumi Onoue, portavoce della guardia costiera giapponese, ha reso noto che due navi cargo, una battente bandiera sudcoreane e una immatricolata a Panama, si sono scontrate nei pressi dell’isola di Izu Oshima, a circa 120 chilometri a sud di Tokyo. Stando alle prime notizie diffuse, sono dispersi sedici marinai, di cui 7 della nave sudcoreana e 9 della nave indonesiana. I mezzi di soccorso sono intervenuti subito per mettersi alla ricerca dei dispersi.

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Le emozioni provocano dolore e piacere

Emozione

Emozione

L’equipe di Hidehiko Takahashi dell’Istituto Nazionale di Scienze Radiologiche di Inage-ku ha compiuto uno studio, in base al quale risulta che le emozioni riescono ad attivare alcune aree del cervello e a far provare dolore o piacere. Così mentre l’invidia può trasformarsi in un dolore fisico, la sfortuna degli altri può far provare piacere così come il cioccolato o il sesso. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science. I ricercatori hanno effettuato una risonanza magnetica al cervello di 19 uomini e donne, analizzando a livello neuronale le reazioni all’invidia e alla “Schadenfreude”, termine tedesco che indica il piacere derivato dalle sventure altrui. Quando si prova invidia si nota un aumento dell’attività nella corteccia cingolata anteriore dorsale, l’area legata ai dolori fisici. Invece quando si viene in contatto con la sfortuna degli altri, che ci fa piacese, si nota un’attivazione dello striato ventrale, legato all’appagamento. La ricerca dimostra che il cervello elabora nella stessa maniera il vissuto sociale e le sensazioni fisiche.

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Ai mariti piacciono i lavori domestici

Casalingo

Casalingo

Uno studio giapponese ha dimostrato che ai mariti piace fare il casalingo e che un terzo dei mariti in Giappone è pronto ad indossare guanti e grembiule per svolgere i lavori domestici.
La ricerca è stata condotta dalla commissione esecutiva della Housework Aptitude Test, che rilasciare gli attestati attitudinali sulla conoscenza di competenze in ambito domestico. Nei lavori domestici sono compresi la cucina, la pulizia, il bilancio familiare e la scrittura di lettere.
Nell’ambito dello studio sono state intervistate 2.080 persone: uomini e donne sposati, di età compresa tra i 20 e i 50 anni. Il 29% dei mariti di Osaka, Aichi, Hokkaido e Fukuoka, ha dichiarato di poter sopportare il peso dei lavori domestici. A Tokyo la percentuale aumenta: il 31,2% degli uomini intervistati ha detto di svolgere i lavori domestici.
Emiko Imaizumi, rappresentante della commissione, ha così commentato i risultati della ricerca: “In molte famiglie moderne, le mogli hanno un lavoro e contribuiscono in maniera significativa al reddito. Così i mariti sanno che devono condividere le faccende domestiche in un modo che rifletta un maggiore equilibrio tra i due partner”.
Ad Hokkaido gli uomini trascorrono più tempo degli altri a svolgere i lavori domestici, con, in media, 54 minuti al giorno. Ad Osaka 49,7 minuti e a Tokyo 48,4 minuti. Tra gli uomini di 40 anni di Tokyo, invece, il tempo aumenta notevolmente: 69,8 minuti. E le mogli sono contente. Emiko Imaizumi ha aggiunto: “Sono molte le mogli intorno ai 40 anni che lavorano a Tokyo a tempo pieno e apprezzano particolarmente il fatto che i partner siano consapevoli dell’impossibilità di gestire le faccende domestiche da soli ma che ci sia bisogno di collaborazione”.

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Il caffè aiuta a prevenite il cancro alla bocca

Caffè
Caffè

Alcuni ricercatori giapponesi hanno condotto uno studio in base al quale risulta che il caffè può abbassare il rischio di contrarre tumori del cavo orale e della gola. Lo studio è stato svolto in Giappone e pubblicato sulla rivista American Journal of Epidemiology. In Giappone si fa largo uso del caffè, anche se i tumori dell’esofago sono molto diffusi.
I ricercatori hanno seguito 38.000 persone tra i 40 e i 64 anni nell’arco di 13 anni. Tra questi 157 persone si sono ammalate di cancro alla bocca, alla faringe e all’esofago. La ricerca ha dimostrato che le persone che bevono una o più tazze di caffè al giorno hanno la metà delle possibilità di ammalarsi rispetto a chi non lo beve.
La probabilità di contrarre una simile malattia aumenta nei fumatori e in chi fa largo uso di bevande alcoliche.

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Le casalinghe inglesi sono internet-dipendenti… e le giapponesi?

Una recente indagine condotta su 27.000 internauti di 16 paesi diversi ha dimostrato che i cinesi sono le persone che più di tutti utilizzano internet. Ma analizzando i dati secondo le varie categorie si è visto che le casalinghe inglesi sono quelle che trascorrono più tempo davanti ad un pc collegato ad internet.
Infatti queste donne trascorrono su internet circa il 47% del loro tempo libero. Al secondo posto le coreane con il 40% ed al terzo posto, quindi sempre sul podio, le giapponesi con il 38%. Mentre le casalinghe italiane conquistano un quarto posto con il 31%.
Leggendo la lista al contrario, sono gli abitanti della Danimarca quelli che amano di meno il web.
Mentre i tedeschi, dopo essersi conosciuti su internet, preferiscono approfondire la conoscenza di persona nel 70% dei casi.

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