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I giapponesi hanno voglia di cambiare

Secondo il quotidiano The Japan Times i giapponesi hanno voglia di cambiamenti politici e la la sconfitta del partito liberaldemocratico alle elezioni per l’assemblea metropolitana di Tokyo sarebbe un chiaro segnale di critica nei confronti dell’attuale governo. Rei Shiratori, direttore dell’Istituto giapponese di studi politici, è d’accordo e dichiara che “I giapponesi vogliono cambiare”. Ma sono in molti a sostenere che il Partito democratico non sarà comunque in grado di permettere al Giappone di superare la crisi. Il Japan Times ha sottolineato alcune contraddizioni nel programma di politica estera del PArtito Democratico: “Le strategie elettorali hanno portato il partito ad ammorbidire alcune sue posizioni, come la volontà di fermare le missioni delle forze di autodifesa giapponesi nell’oceano Indiano e in Afghanistan. Ora sembra che la sua unica preoccupazione sia preservare i buoni rapporti con gli Stati Uniti. Per ora, non sembrano esserci grandi cambiamenti rispetto ai liberali”.

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Sondaggio favorevole per il Partito Democratico

I sondaggi continuano a dare come favorito per le prossime elezioni il Partito Democratico. Un nuovo sondaggio condotto nei giorni scorsi vede infatti ancora in vantaggio i democratici all’opposizione nei confronti dei liberaldemocratici di Taro Aso, che attualmente sono a capo del governo. Nel programma elettorale dei democratici ci sono per la politica interna aiuti per le famiglie, il mantenimento della tassa sulle vendite al 5% per i prossimi 4 anni e la riduzione della burocrazia per tagliare la spesa; per la politica estera, una posizione meno subalterna rispetto agli Usa e più dialogante con i vicini asiatici.

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Internet: il futuro della politica?

Dopo la notizia che Twitter sarà vietato durante la propaganda politica in vista delle elezioni del 30 agosto, alcuni politici hanno espresso la loro contrarietà. Reuters Ohsaka, 50 anni, uno dei politici che usano Twitter, membro del Partito democratico, ritiene che internet può essere un buon metodo per farsi propaganda: “Davvero si dovrebbe poterlo usare (il web) nelle campagne. Non è più possibile dire di non usarlo. Anche se le nostre voci sparse su Twitter violassero le leggi elettorali giapponesi, è probabilmente impossibile fermarlo… anche se ci dicessero di smettere di parlare”. C’è da dire però che sono ancora pochi i politici giapponesi che si affidano al web, quindi ci vorrà ancora tempo prima che una propaganda informatica si diffonda.

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Il 70% dei manager vuole i democratici al governo

Il quotidiano economico Nikkei ha pubblicato un sondaggio, realizzato dalla società di ricerche Ntt Resonant, in base al quale risulta che il 70% dei manager del Giappone sono favorevoli ad un governo guidato dal Partito democratico (Dpj), in vista delle elezioni che si svolgeranno alla fine di agosto. Gli imprenditori intervistati hanno dichiarato di voler che il Dpj, da solo o a capo di una coalizione, si metta alla guida del paese. Attualmente il governo è guidato da una coalizione formata da Liberaldemocratici e New Komeito. Questi hanno il controllo della Camera Bassa, mentre l’opposizione ha la maggioranza nella Camera Alta. Sono stati intervistati 506 persone, tra manager ed imprenditori. Il 25,1% degli intervistati ha dichiarato di voler che il partito d’opposizione guidi il paese da solo, mentre ha detto di volere che il principale partito d’opposizione guidi il prossimo esecutivo da solo, mentre il 43,9 è favorevole anche ad una coalizione. I dati di questo sondaggio contrastano, però, con quelli di un’altra rilevazione svolta tra il 30 giugno ed il 10 luglio tra le piccole e medie imprese, nella quale il 26,8% degli intervistati si dichiarava favorevole ad una coalizione Ldp-Dpj; il 49,4% era favorevole a lasciare il governo ai Liberaldemocratici; mentre il 44,6% voleva affidare il governo al Dpj. Sono bastati pochi giorni per far cambiare idea ai giapponesi?

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Ozawa vuole vincere le elezioni

Ichiro Ozawa, presidente del Partito Democratico del Giappone, vuole vincere le elezioni generali, che al massimo dovrebbero tenersi nel mese di ottobre. Dopo lo scandalo delle donazioni che ha colpito il partito lo scorso mese e l’arresto del segretario Takanori Okubo per i fondi illeciti avuti dalla società di costruzioni Nishimatsu, Ozawa è sotto pressione. Secondo i sondaggi infatti pare che il 60/66% degli intervistati sarebbero favorevoli alle sue dimissioni. Ozawa ha dichiarato che penserà alle dimissioni nel momento in cui dovesse essere a rischio la vittoria del partito alle elezioni: “devo sinceramente accettare i risultati delle rilevazioni d’opinione e la mia risposta sarà in base al fatto se siamo o no in grado di vincere le elezioni’. Ozawa ha inoltre dichiarato di aver fatto il “giro del Giappone per l’attività”. Ma è pronto a ripartire e poi deciderà se continuare oppure dimettersi per il bene del partito.

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Il 72% dei giapponesi vuole le dimissioni di Ozawa

Secondo un recente sondaggio condotto in Giappone, la popolarità di Ichiro Ozawa continua a scendere. Il Partito Democratico del Giappone (DpJ) ha infatti dovuto incassare una nuova sconfitta nel voto sul nuovo governatore della prefettura settentrionale di Akita. Ed il leader del partito è sempre di più in una posizione critica. Norihisa Satake, l’ex sindaco di Akita, appoggiato dal partito di governo (Ldp) e dai Socialdemocratici, ha infatti sconfitto Hiroshi Kawaguchi, il candidato del DpJ e del Nuovo partito del Popolo, ottenendo 291.150 voti contro 234.340. Lo scorso mese il DpJ ha perso anche le elezioni per il governatore di Chiba, considerata una prefettura importante e strategica. Il sondaggio, condotto dal quotidiano Mainichi, ha messo in luce i problemi che il leader del partito deve affrontare: il 72% degli intervistati, infatti, vuole le sue dimissioni. Nella precedente rilevazione solo il 52% voleva le sue dimissioni. Al contrario il favore nei confronti del premier Taro Aso è salito di 8 punti, fermandosi al 24%.

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Giappone: si vota il 26 ottobre

Secondo alcune indiscrezioni, i partiti al governo hanno deciso di svolgere le elezioni generali il prossimo 26 ottobre, sperando che il nuovo premier otterrà le preferenze degli elettori.
Il partito Liberale Democratico sceglierà il nuovo leader lunedì prossimo con elezioni interne.
Poi probabilmente il prossimo 3 ottobre sarà sciolto il Parlamento e il 14 ottobre inizierà la campagna elettorale.
La decisione definitiva verrà comunicata dopo l’elezione del nuovo premier.

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Koizumi sostiene Koike

L’ex premier giapponese Junichiro Koizumi ha annunciato di sostenere Yuriko Koike alla carica di leader del Partito Liberal Democratico.
Koike è la prima donna a candidarsi alla guida del partito ed ha assicurato, durante un dibattito, di voler “radere al suolo Kasumigaseki (il quartiere della politica di Tokyo in cui si trovano i ministeri e il Parlamento) e mettere in piedi un nuovo sistema per il 21esimo secolo”.
Si considera diversa dai suoi colleghi uomini e la persona ideale per contrastare il candidato del Partito Democratico giapponese, Ichiro Ozawa, alle prossime elezioni.

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I giapponesi vogliono tornare alle urne

Secondo un sondaggio condotto tra la popolazione del Giappone, i cittadini giapponesi, dopo la crisi che ha colpito il governo e le dimissioni di Yasuo Fukuda, vogliono tornare alle urne.
Il sondaggio, pubblicato da Yomiuri, primo quotidiano del paese, dimostra che il 70% della popolazione ritiene che sia più giusto tornare subito a votare.
Secondo il sondaggio, tra i possibili candidati, Taro Aso, ex ministro degli esteri, è considerato il miglior candidato possibile al ruolo di primo ministro.

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Yuriko Koike: prima donna premier?

Yuriko Koike

Yuriko Koike

Dopo le dimissioni di Yasuo Fukuda, il Partito Liberale si prepara ad eleggere il suo successore e Yuriko Koike, ex ministro della difesa, si è candidata per la carica di primo ministro.
La sua candidatura rappresenta un evento di importanza storica per il Giappone. In caso di elezione, Yuriko Koike sarebbe infatti la prima donna ad assumere un tale incarico.
Koike si è dichiarata disponibile a diventare capo del governo, per sostituire Fukuda, assumendo la Presidenza del Partito Liberaldemocratico.
Ma dovrà scontrarsi con Taro Aso, che per molti è uno dei principali favoriti.
Il 22 settembre tutti i rappresentati del Partito procederanno alle votazioni interne per eleggere il proprio presidente. E il 24 settembre il prescelto, o la prescelta, assumerà l’incarico di nuovo capo di governo.
La persona eletta sarà il terzo capo di governo consecutivo, in soli due anni, a non essere scelto tramite elezioni tradizionali.
L’ultimo premier ad essere designato dalle urne è stato Junichiro Koizumi, poi sostituito da Shinzo Abe, che a sua volta era stato sostituito da Yasuo Fukuda.

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