Furukawa Sky, il principale laminatoio giapponese di alluminio, sarebbe interessato al mercato automobilistico cinese. Lo scorso 7 luglio, infatti, Furukawa Sky ha firmato un PdI con la Mitsui & Company, società di intermediazione commerciale, e con la cinese Guangdong Dong Yangguang Aluminium per l’acquisizione di azioni in 2 produttori cinesi di semilavorati. In base all’accordo stipulato, Guangdong Dong Yangguang Aluminium venderà a Furukawa e a Miysui fino al 45% delle proprie azioni della Ruyuan Dong Yangguang Jingbo e della Shaoguan-shi Yangzhiruang Aluminum Foil. Queste due società hanno sede a Shaoguan City e realizzano prodotti in lamiera e foglio di alluminio per applicazioni elettroniche, arrivando a vendere fino a 20.000 ton di prodotti in alluminio all’anno. Obiettivo di Furukawa è quello di entrare nel mercato cinese dei componenti automobilistici. La società infatti fornirà alle due aziende cinesi le tecnologie per produrre lamiere in alluminio destinate agli scambiatori di calore automobilistici. Le aziende cinesi hanno un ampio sviluppo ed un’ampia diffusione, ma i macchinari hanno bisogno di essere rimodernati. Secondo alcune fonti, “la qualità dei prodotti automobilistici e di quelli destinati ad altri tipi di trasporto deve essere sviluppata. I moderni macchinari di lavorazione della lamiera hanno cominciato ad essere operativi in Cina solo nel 2005 e la maggior parte di essi deve essere potenziata. La tecnologia nazionale deve essere più competitiva in termini di efficienza e qualità dei prodotti finali”.
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Cina, Corea del Sud e Giappone si accordano per l’ambiente
Cina, Corea del sud e Giappone hanno raggiunto un accordo per la sensibilizzazione ambientale. I ministri dell’ambiente dei tre paesi (Zhu Shengxian per la Cina, Tetsuo Saito per il Giappone e Lee Maanee per la Corea del Sud) si sono incontrati a Pechino ed hanno trovato un accordo per avviare insieme campagne di sensibilizzazione sui problemi ambientali e la protezione dell’ambiente. I ministri hanno discusso dei principali problemi ambientali nell’area del nord-est dell’Asia e si sono impegnati a promuovere le “città verdi”, avviando programmi nazionali contro l’inquinamento. L’accordo dovrà essere approvato nel summit Cina – Corea del sud – Giappone che dovrebbe svolgersi in Cina entro la fine dell’anno. L’agenzia cinese Xinhua ha spiegato che “i tre Paesi organizzano la riunione annuale a turno, con l’obiettivo di trovare metodi miranti a promuovere la cooperazione regionale in materia di protezione ambientale”.
Giappone cerca il dialogo con la Corea del Nord
Il Giappone ha chiesto al governo della Corea del Nord di non abbandonare i negoziati a sei per lo smantellamento dei programmi atomici. Takeo Kawamura, capo di gabinetto, ha dichiarato a riguardo: “Il modo più ragionevole per la Corea del Nord è di ascoltare l’opinione pubblica internazionale e tornare al dialogo a Sei”. Al tavolo di trattative partecipano le due Coree, il Giappone, gli Stati Uniti, la Cina e la Russia.
Giappone e Cina piantano alberi a Tianjin
Le Greening Foundations di Giappone e Cina hanno avviato insieme un progetto di riforestazione per salvaguardare l’ambiente costiero della municipalità di Tianjin, la più grande città portuale della Cina del nord. Il progetto è finanziato dal “Fund communication greening” sino-giapponese. La Greening foundation giapponese metterà a disposizione 176.470 dollari e la Cina fino ad un milione di dollari per piantare in tre anni 200.000 alberi in 200 ettari. La prima fase del progetto prevede che saranno piantati 50.000 alberi in 40 ettari.
Guerra tra Giappone e Cina per le isole deserte
Controversia tra il Giappone e la Cina per alcune isole nel Mar Cinese Orientale, tra le isole Ryu Kyu giapponesi e Taiwan. Già da tempo ci sono dispute tra i due paesi, a partire dal momento in cui sono state scoperte riserve sottomarine di gas e petrolio. Secondo alcune informazioni diffuse in Giappone, i guardiacoste di Tokyo hanno sbarcato sulle isole Diaoyu una pattuglia equipaggiata con un elicottero. Questa azione dovrebbe servire a prevenire una invasione da parte delle navi cinesi. Così se anche la Cina cercherà di approdare nella zona, la pattuglia giapponese sarà già pronta a difendersi. La Cina ha tuttavia inviato un’ammonizione al Giappone per incitarlo a cessare “la sua azione riguardante la questione delle isole Diaoyu, mirante a rafforzare il controllo sulle isole, perché questo è in violazione della sovranità territoriale della Cina”.
L’arcipelago è da tempo conteso dai due paesi: la Cina lo chiama Diaoyu, sostenendo che appartiene allo stato cinese dall’epoca della dinastia Ming; al contrario il Giappone lo chiama Sento Shosho e dichiara che l’area fa parte della prefettura di Okinawa. Jiang Yu, portavoce del Ministero degli Esteri cinese, ha convocato una conferenza stampa sulla vicenda, dichiarando: “Le isole Diaoyu e le isole adiacenti fanno parte del territorio cinese da epoche remote. La Cina possiede una sovranità indiscutibile su queste isole. Tutte le azioni della parte giapponese miranti a rafforzare l´attuale controllo su queste isole viola la sovranità territoriale cinese, il che è illegale, privo di valore, e deve essere immediatamente terminato”.
Alleanza tra Tokyo e Pechino
Giappone, Cina e Corea del Sud hanno stretto un’alleanza per sostenere la crescita della Corea. I tre paesi, che per tanto tempo non hanno avuto buoni rapporti, sono riusciti a raggiungere un compromesso in un periodo di crisi economica che sta colpendo i vari paesi. L’accordo è stato stipulato dal primo ministro di Cina e Giappone e dal presidente sudcoreano.
Le tre banche centrali dei paesi hanno creato una rete di currency swaps, in base alla quale sarà creato un dispositivo di mutuo soccorso. L’idea è nata per sostenere in modo particolare la Corea del Sud, che è il paese, tra i tre, che può risentire maggiormente della crisi economica. In caso di bisogno, quindi, la Cina e il Giappone, si impegnano a sostenere la moneta del Sud Corea.
La Cina teme l’alleanza spaziale tra India e Giappone
Entro il mese di novembre Tokyo e New Delhi dovrebbero concludere l’intesa che è stata raggiunta lo scorso mese dai due primi ministri, Taro Aso e Manmohan Singh.
L’accordo prevede una cooperazione tra le agenzie spaziali dei due Paesi: l’indiana Isro (Indian Space Research Organization) e la giapponese Jaxa (Japan Aerospace Exploration Agency). Le agenzie infatti dovrebbero collaborare in diversi ambiti: protezione delle linee costiere, difesa, monitoraggio dei disastri ambientali, antiterrorismo.
L’intesa è stata raggiunta durante l’annuale summit che si è svolto a Tokyo il 22 ottobre. I due primi ministri, in quella occasione, hanno siglato un documento comune che prevede anche un “piano di azione con specifiche misure per ampliare la cooperazione nell’ambito della sicurezza”.
Ed ora si attende che l’accordo venga definitivamente concluso. In questo periodo l’agenzia spaziale indiana sta ricevendo le immagini della luna dalla navicella Chandrayaan; mentre quella giapponese sta attendendo di conoscere dal governo l’entità dei finanziamenti che verranno stanziati per lo sviluppo dei programmi spaziali e nel frattempo ha inserito nel programma di sicurezza nazionale anche la ricerca aerospaziale.
In modo particolare le due agenzie spaziali dovrebbero collaborare per la prevenzione dei disastri ambientali. In questo senso si è parlato anche dell’utilizzo dei satelliti per ottenere altre informazioni oltre a quelle più classiche: infatti i satelliti possono reperire informazioni anche diverse dal semplice controllo meteorologico.
Ma per questo tipo di sorveglianza è necessario trovare accordi con i paesi stranieri interessati al monitoraggio, perché le attività di sorveglianza possono oltrepassare i territori nazionali.
Lance Gatling, direttore dell’omonima associazione che monitorizza il programma aerospaziale di Tokyo, ha dichiarato che l’accordo tra Isro e Jaxa “potrebbe essere visto come un piano d’intesa molto sensibile che offre l’evidente possibilità di un duplice uso dell’attività di monitoraggio; su questo il Giappone farà grande attenzione nel maneggiare con la dovuta cura lo strumento”.
E l’accordo prevede anche l’uso di missili e satelliti per la difesa ed è stata avanzata l’ipotesi che i due Paesi possano in futuro esaminare la possibilità di sviluppare la tecnologia americana di Ballistic missile defense (Bmd), che fino ad adesso è stata utilizzata soltanto dal Giappone.
Con questo sistema potrebbero essere utilizzati satelliti in grado di svolgere attività di monitoraggio ambientale e di sicurezza.
L’India si è mostrata interessata alla cosa e per questo la Cina è preoccupata, in quanto il paese è il terzo contendente nella conquista asiatica dello spazio e prima forza militare della regione.
Finora il Giappone aveva firmato un’intesa per la sicurezza aerospaziale con l’Australia. E gli Stati Uniti hanno accettato, pur con qualche remora, l’evoluzione dei legami tra il Giappone e l’India per la loro valenza in chiave anticinese.
Giappone accusato di esportare soia all’arsenico
Gravi accuse arrivano dalla Cina per il Giappone: dopo tutti gli scandali sulle sofistificazioni alimentari le autorità cinesi hanno annunciato di aver trovato sostanze chimiche tossiche in due prodotti alimentari importati dal Giappone.
Una dura accusa per il paese nipponico, che da sempre è considerato come il paese con standard tecnologici ed igienici molto elevati e migliori di molti paesi sviluppati.
In una settimana sono state trovate 2 volte tracce di sostanze chimiche tossiche: la salsa di soia importata dal Giappone conterrebbe infatti un tasso di arsenico cinque volte superiore al limite di sicurezza.
Secondo l´Amministrazione generale di controllo della qualità, dell’ispezione e della quarantena “l’arsenico è spesso utilizzato negli insetticidi agricoli e nei veleni. L´ufficio di Tianjin ha anche scoperto un tasso elevato di rame nel caffè importato dal Giappone. Tutti i prodotti sono stati distrutti prima di penetrare nel mercato interno”.
Insomma, nei paesi orientali, gli scandali alimentari non si placano.
Allarme per i fagiolini cinesi
Un nuovo allarme alimentare è scoppiato in Giappone per i prodotti che arrivano dalla Cina.
Una donna di 56 anni è rimasta intossicata dopo aver mangiato fagiolini surgelati, che, stando alle analisi, sono risultati contaminati da pesticida.
Nella confezione di 250 grammi è stata trovata la presenza di pesticida in quantità 34.500 superiore a quella massima consentita per legge.
La donna intossicata è una casalinga che abita nella zona occidentale di Tokyo ed è ora in buone condizioni di salute. Secondo le prime indagini, è stato escluso che il prodotto sia stato contaminato in Giappone, mentre è più probabile che il sabotaggio sia avvenuto negli stabilimenti di origine.
Il premier giapponese va in Cina
Il 24 e 25 ottobre il primo ministro giapponese, Taro Aso, si recherà in Cina in occasione del meeting Asia-Europa. Il premier ha intenzione di incontrare il presidente cinese Hu Jintao e il premier Wen Jiabao a Pechino.
Secondo le prime fonti, le autorità cinesi e quelle giapponesi sarebbero già in contatto per organizzare gli incontri: a dimostrazione del fatto che i due stati vogliono mantenere buoni rapporti.
Già il premier uscente, Yasuo Fukuda, si era recato 2 volte in Cina. Ed il presidente cinese è stato il primo a compiere una visita di stato in Giappone nell’ultimo decennio.


