Archivio per Agosto 22, 2008

Lieve terremoto nel Giappone nord-orientale

Un lieve terremoto di magnitudo 5,1 è stato avvertito nella prefettura di Fukushima, circa 130 km a nord di Tokyo alle 19:59 ora locale (le 12:59 in Italia).
Epicentro della scossa è a circa 50 km al largo delle coste. Non è stato segnalato nessun pericolo tsunami, nè danni rilevanti a persone o cose.
La scossa è stata avvertita anche nella capitale.

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Bronzo nella staffetta di atletica

La squadra maschile giapponese ha conquistato la medaglia di bronzo nella finale della staffetta 4×100 metri di atletica. La squadra di atletica giapponese ha concluso la staffetta in 38.15.
Al secondo posto, medaglia d’argento, la squadra di Trinitad Tobago con 38.05.
Mentre il primo posto e la medaglia d’oro vanno alla squadra della Giamaica che ha concluso la staffetta in 37.10, stabilendo il nuovo recod mondiale.

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Sake al vino bianco contro la crisi

Le vendite di sake sono in crisi perchè i giapponesi, soprattutto i giovani, preferiscono la birra ed il vino.
Ed allora i produttori giapponesi hanno introdotto una novità nella preparazione del prodotto per portare qualche innovazione e stimolare i giapponesi a comprarlo.
Il sake viene fatto riposare nei barili in cui per tanti anni è stato conservato il vino bianco: in questo modo il classico “vino di riso” acquista un sapore esotico.
L’iniziativa è stata introdotta negli ultimi due anni da tre piccoli produttori nelle prefetture centro-orientali di Nagano, Saga e Yamanashi, per provare a rendere questa tipica bevanda giapponese più appetibile.
Le botti in genere vengono utilizzate per 5 o 6 anni. Dopo aver contenuto per circa 3 anni il rinomato vino bianco di Koshu vengono destinate alla preparazione del sake.
Secondo i produttori questa innovazione nel sake sta ottenendo un buon riscontro nel pubblico, non solo tra i giapponesi, ma anche tra gli occidentali.
Infatti dallo scorso anno la compagnia aerea Japan Airlines ha iniziato a servire il nuovo sake ai passeggeri sui voli internazionali di prima classe.

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Stop al superlavoro

Se il superlavoro (Working hard) è sempre stato considerato dai giapponesi una virtù, adesso le cose stanno piano piano cambiando.
Diminuiscono infatti i giapponesi disposti a praticare questa forma di lavoro, spesso eccessiva, che si caratterizza per diligenza, efficienza e abnegazione.
Basta pensare che ancora oggi in Giappone accade di “morire di lavoro”. Nel 2007 ci sono stati 147 casi di persone morte per il troppo lavoro. Il primo caso di Karoshi (questo il termine utilizzato per indicare le morti causate dal lavoro eccessivo) è accaduto nel 1969 e dal 1987 il Ministero del Lavoro ha iniziato a stilare una classifica annua con le statistiche delle morti.
Attualmente il governo giapponese ha iniziato a riconoscere le responsabilità delle aziende, prevedendo di risarcire le famiglie delle vittime.
Secondo un sondaggio pubblicato dal quotidiano Yomiuri Shimbun, il 74% dei giapponesi intervistati considera ancora il superlavoro come una virtù, ma aumenta la percentuale delle persone che ritengono che il numero dei giapponesi disposti a lavorare così tanto è destinato a diminuire.
Nel 1984 il 59% dei giapponesi dichiarava che avrebbe continuato a lavorare duramente.
Oggi la percentuale si è ridotta notevolmente e il 66% dei giapponesi pensa che la popolazione non continuerà a farlo. Secondo Yoshi, un tassista di 60 anni di Tokyo, il motivo di questi risultati dipende dal fatto che “i giapponesi hanno perso la passione per il lavoro”.
Tra i giovani intervistati c’è chi dichiara di fermarsi a lavorare molto spesso anche oltre l’orario lavorativo stabilito, ma c’è soprattutto chi dichiara di non volerlo fare, soprattutto perchè spesso sono straordinari non pagati.
Una spiegazione, quella economica, che quasi sicuramente è alla base dei cambiamenti nella mentalità lavorativa che si stanno diffondendo sempre di più in Giappone.
Il 77% dei giovani intervistati ha dichiarato infatti di sognare il posto fisso. Soltanto il 15% degli intervistati ritiene che la flessibilità sia un’opportunità per ampliare le proprie possibilità lavorative. Mentre tutti gli altri vivono l’instabilità lavorativa con una notevole apprensione.

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