Dopo circa un mese dall’uscita in Giappone dell’iPhone, Softbank (il gestore di telefonia mobile che si occupa della distribuzione dello smatphone, ha ridotto i prezzi dell’abbonamento mensile per chi vuole acquistare il famoso apparecchio.
L’iPhone in Giappone è così passato da 7.280 yen (circa 43 euro) al mese a 2.990 yen (circa 18 euro).
Meno della metà per poter utilizzare lo smatphone.
Il taglio dei costi è reso possibile dal piano flessibile per quanto riguarda il traffico dati, che costerà agli utenti tra 1.695 e 5.985 yen. Superata la soglia massima di spesa, la tariffa diventerà flat, senza ulteriori costi.
Masayoshi Son, presidente di Softbank, ha così spiegato la decisione di abbassare il prezzo dell’abbonamento: “All’inizio pensavamo di venderlo solo a una nicchia di super-appassionati, ma, data la risposta positiva del pubblico, abbiamo deciso di renderlo più accessibile abbassando il costo d’entrata”.
Archivio per Agosto 9, 2008
Tariffe dimezzate per l’iPhone
Nagasaki
Dopo l’attacco nucleare contro Hiroshima, il governo americano decise di replicare e la mattina del 9 agosto 1945 l’equipaggio del bombardiere maggiore si diresse verso Kokura, l’obiettivo iniziale della missione, per sganciare la bomba atomica ”Fat Man”.
Ma le nubi non permisero di individuare esattamente l’obiettivo, e dopo tre passaggi sopra la città, l’aereo fu dirottato verso il secondo obiettivo: Nagasaki.
Verso le 7:50 iniziò a suonare l’allarme per l’avvicinamento di aerei stranieri.
Alle 10:53 i radar giapponesi segnalarono la presenza di 2 velivoli, ritenendo che fossero semplici aerei ricognizione.
Alle 11:00 l’osservatore del bombardiere sganciò 3 messaggi attaccati a tre paracaduti, diretti al professore Ryokichi Sagane, fisico nucleare dell’Università Imperiale di Tokyo che aveva studiato all’Università di Berkeley assieme a tre degli scienziati responsabili della bomba atomica, per informare la popolazione dell’imminente pericolo. Ma i messaggi non furono recapitati al destinatario.
L’ordigno nucleare fu sganciato sulla zona industriale della città, causando la morte di circa 60.000 persone, oltre alla distruzione della città e agli effetti di lunga durata sulla popolazione che rimase contaminata dalle radiazioni.