Nell’estate del 1945 gli alleati erano pronti a portare l’attacco nel territorio giapponese, che ancora continuava a combattere, dimostrando un eccezionale accanimento e rifiutando di arrendersi, facendo anche ricorso all’azione dei kamikaze. A questo punto il nuovo presidente americano, Harry Truman, decise di impiegare contro il Giappone la nuova arma nucleare, per porre fine alla guerra e offrire al mondo la dimostrazione della potenza militare americana.
Così il 6 agosto 1945 l’Aeronautica militare statunitense lanciò la bomba atomica “Little Boy” su Hiroshima, provocando la morte di circa 100.000 persone, la distruzione della città ed effetti di lungo periodo su quanti erano stati contaminati dalle radiazioni.
La scelta della data fu casuale: nei giorni precedenti diverse nubi stratificate coprivano la città, mentre il giorno dell’attacco il tempo era ottimo.
Circa un’ora prima dell’attacco, la rete radar giapponese lanciò l’allarme per l’avvicinamento di numerosi velivoli americani.
Poco prima delle 8:00 l’allarme fu ridimensionato perchè risultava che il numero di velivoli entrati nello spazio aereo giapponese era molto basso.
I tre aeroplani americani erano i bombardieri Enola Gay, The Great Artiste e un altro aereo, poi chiamato Necessary Evil.
Alle 08:15 l’Enola Gay lanciò “Little Boy” sul centro di Hiroshima.
